Sogno di viaggiare…: Partenza!

festa fine anno 2015 sefforisFra pochi giorni la nostra Associazione inizierà l’avventura dell’accoglienza di tre ragazze di Sefforis, accompagnate dall’educatrice Mari. È bene ricordare i loro nomi, in modo da accoglierle già nella nostra mente e nei nostri cuori: Amani, Dina e Sophia.

Da quando abbiamo iniziato a sognare insieme questo progetto si è fatta molta strada. La notizia si è diffusa, l’Istituto di Seforis ha avuto modo di analizzare la situazione delle ragazze ed ha individuato le candidate possibili, diverse iniziative sono state promosse e realizzate in Italia in vista della loro accoglienza, molte persone sono state coinvolte e adesso ci prepariamo a vivere i giorni più importanti, quelli del loro viaggio.

DSC_0200Ho avuto modo di parlare in più di un’occasione di questo progetto. Voglio ripetermi nelle pagine del sito per ravvivare in tutti l’entusiasmo nel realizzare un vero e proprio “sogno” per la vita di tre giovani. Come molti sanno, le ragazze di Seforis sono accolte nell’Istituto a motivo dei gravi problemi familiari che hanno causato notevoli difficoltà nel loro percorso di crescita: si va dalla violenza alla povertà, dal disagio sociale all’assenza dei genitori. Per alcune di loro potrebbe essere l’unico grande viaggio della vita.

Tre le tante candidate sono state scelte le più motivate, quelle cioè che hanno dimostrato maggiore impegno nel portare a termine i propri obiettivi educativi da diversi punti di vista: lo studio, la vita nella casa di Seforis, la qualità delle relazioni con gli altri, i valori assimiliati,…
La positività di tale progetto si è evidenziata nel riscontro avuto dalle ragazze che non partiranno quest’anno. In più di una si è manifestato il desiderio di apprendere alcune nozioni di italiano e si è raccolta la dichiarazione di impegno ad affrontare il prossimo anno con uno spirito adeguato a realizzare anche loro questo stupendo sogno.

Partecipando alla preparazione del viaggio, da questa parte del Mediterraneo, ho riflettuto molto sulle radici di questo progetto. Credo proprio che affondino addirittura nella Bibbia, nel Nuovo Testamento e precisamente nella lettera ai Romani. Scrive san Paolo alla comunità italiana: «Per il momento vado a Gerusalemme, a rendere un servizio ai santi di quella comunità; la Macedonia e l’Acaia infatti hanno voluto realizzare una forma di comunione con i poveri tra i santi che sono a Gerusalemme. L’hanno voluto perché sono ad essi debitori: infatti le genti, avendo partecipato ai loro beni spirituali, sono in debito di rendere loro un servizio sacro anche nelle loro necessità materiali».

DSC_0244Non dobbiamo dimenticare che gli abitanti di questo paese sono i primi custodi della Terra del Santo e, soprattutto nei confronti dei Cristiani, abbiamo un debito di riconoscenza. In molte occasioni, nella mia preghiera personale, ho ringraziato per la testimonianza di fede di queste persone. Studiando l’arabo ho avuto modo di constatare quanto Dio (“Allah”) sia presente nelle molteplici espressioni utilizzate nelle più banali o complesse situazioni personali.

La presenza di membri appartenenti a differenti religioni apporta un valore aggiunto all’esperienza conferendole una dimensione di dialogo importantissima. Condividendo quindici giorni insieme alla scoperta di una cultura differente dalla loro, hanno la possibilità di crescere nell’affiatamento e nello spirito di gruppo approfondendo la conoscenza e il rispetto reciproco. Il dialogo poi verrà vissuto anche da parte di chi accoglie, provando a misurarsi con la differenza di credo, di abitudini, di cultura.

Abbiamo davanti una bella sfida e una grande responsabilità. Quella di dare prova di una conoscenza profonda della nostra stessa cultura e di offrire una significativa testimonianza dei valori che il cristianesimo e l’Occidente in genere possono dare all’umanità.

Personalmente non potrò partecipare concretamente al viaggio. E mi dispiace moltissimo. Concludo però assicurando la mia preghiera e la mia “presenza” nei modi in cui sarà possibile.

Buon viaggio dunque e buona vita, con l’augurio che questi giorni rimangano impressi nel cuore e nella mente di tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa e contribuiranno a realizzare questo sogno.

fratel Marco

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