La festa di una grande famiglia. La testimonianza di Nunzia

76Sono solitamente una chiacchierona, ma stavolta mi sento incapace di riorganizzare nella mente le emozioni e le parole che mi servono per raccontare quello che è accaduto domenica. Eppure, voglio provare a farlo, perché chi è lontano e chi non è potuto venire possa toccare con mano quello che noi abbiamo proprio toccato, come cosa concreta, tangibile: la gioia della vicinanza dell’Eterno. Lui ci è stato vicino in questi due anni, Lui ci ha mostrato la Via, una via in salita e faticosa, ma che ha, come meta, soltanto gioia.
C’erano tante persone, Domenica 7 settembre, alla Messa nella Cattedrale di Cristo Re.

E, soprattutto, erano tanti i bambini: una brigata allegra, mobile e vivace, ma pure solenne, che ha partecipato alla liturgia coi cuoricini rivolti verso l’alto: la direzione che ci ha insegnato la Benny. Dopo la Comunione, sopraggiunge il silenzio: il coro parrocchiale ha intonato Cento giorni qui, il canto che ci accompagnerà per tutta la giornata -ma non solo, anche nelle giornate successive, visto che i bambini l’hanno imparata e non smettono un minuto di cantarla-, un ritornello che ci apre il cuore: finalmente abbiamo le parole e la voce per farci accompagnare da Benedetta, ogni volta che pensiamo a lei!

30La festa continua, nel felice ingranaggio dei momenti che si susseguono con vari livelli di intensità: l’assemblea dei soci, lo spettacolo per i bimbi, il pranzo. Quello che fa bene al cuore è vedere come il lavoro di tutti contribuisca alla gioia, un lavoro ben fatto e svolto alacremente, ciascuno secondo le proprie capacità: non manca davvero nulla. Finalmente, giunge il momento tanto atteso dai bambini, quello di scegliere e dividersi tra i giochi. Ci sono tante proposte allettanti, che fanno gola ai bimbi e ai genitori: perché lo scopo della giornata è condividere momenti di gioia coi piccoli, imparando proprio da loro a farlo. Calcetto, pallavolo, creatività, musica, laboratori, pesca di beneficenza, perfino l’allestimento, in tempo di record, di uno spettacolo che ha avuto al centro proprio la canzone Cento giorni qui. Tutti si sono impegnati per eseguire al meglio i propri compiti, perché, anche per giocare, ci vuole serietà! E’ proprio quello che ho imparato dai miei due piccolini, che si sono cimentati nel calcio e nella manipolazione della pasta di sale.

107Al termine dei giochi, ci siamo riuniti nel salone Fanelli, come una grande famiglia, per applaudire alla bravura dei partecipanti al laboratorio di spettacolo. Bellissima la scenografia che avevano alle spalle, fresca di pittura! Pochi istanti, ed è stato spontaneo unirsi a loro nel canto del ritornello “Rimanere cento giorni qui”, incentivati dalla coinvolgente direzione di Gloria Clemente. Subito dopo, la merenda per tutti. La giornata poteva dirsi conclusa, ma è stato bello lavorare ancora insieme per mettere a posto, pulire, radunare il materiale utilizzato: anche in questo è bello essere “tanti”. Quando è stato il momento di mettere a posto i palloncini che decoravano la scalinata della Cattedrale, ambiti da tutti i bambini, è stato deciso di liberarli verso l’alto: bimbi e grandi li hanno seguiti, mentre si allontanavano, col naso all’insù, perché è lì che vogliamo guardare, ora che un filo ci unisce più strettamente al Cielo.

Nunzia

Un commento:

  1. Grazie Nunzia delle tue parole! Molto belle ed incisive.
    In effetti ho ritrovato proprio lo spirito che abbiamo respirato domenica.
    Ora tocca a tutti noi contribuire affinchè l’Associazione possa continuare a svolgere il suo compito e a mettere le ali ai sogni.

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